UN PO' DI LUCE (KAMI NOUR)
Durata: 87 min
Genere: Dramma
Lingua: Persiano con sottotitoli italiani
Regia: Ali Asgari
Anno: 2026
Con: میثاق زارع, Sadaf Asgari, Forouzan Jamshidnejad, Ramtin Daghigh, Mina Rahimzadeh
Per tutti
“Non è una storia di dolore, ma piuttosto il racconto di quei vincoli invisibili che rendono la vita degna di essere vissuta”. Nel suo ultimo film, presentato a Venezia, il regista iraniano di formazione italiana Ali Asgari, autore di Kafka a Teheran e Divine Comedy, torna a raccontare il presente del suo paese, dove alla repressione del regime si è aggiunta la continua minaccia dei bombardamenti. Un medico (Misagh Zareh, già visto nel Seme del fico sacro di Rasoulof) ha perso il lavoro per aver soccorso i manifestanti feriti dalla polizia nelle proteste d’inizio anno. E ha perso ogni speranza: ha deciso di suicidarsi e fa visita ai familiari per informarli e prepararli. Ma dagli affetti germoglia la forza per riconciliarsi con la vita. “Composto, solenne, empatico ma non retorico, politico nel senso più alto e nobile del termine, Un po’ di luce contrappone al caotico disordine del mondo l’ordine e il rigore della forma” (Gianni Canova).
87 min
Genere: Dramma
Lingua: Persiano con sottotitoli italiani
Regia: Ali Asgari
Anno: 2026
Con: میثاق زارع, Sadaf Asgari, Forouzan Jamshidnejad, Ramtin Daghigh, Mina Rahimzadeh
Per tutti
“Non è una storia di dolore, ma piuttosto il racconto di quei vincoli invisibili che rendono la vita degna di essere vissuta”. Nel suo ultimo film, presentato a Venezia, il regista iraniano di formazione italiana Ali Asgari, autore di Kafka a Teheran e Divine Comedy, torna a raccontare il presente del suo paese, dove alla repressione del regime si è aggiunta la continua minaccia dei bombardamenti. Un medico (Misagh Zareh, già visto nel Seme del fico sacro di Rasoulof) ha perso il lavoro per aver soccorso i manifestanti feriti dalla polizia nelle proteste d’inizio anno. E ha perso ogni speranza: ha deciso di suicidarsi e fa visita ai familiari per informarli e prepararli. Ma dagli affetti germoglia la forza per riconciliarsi con la vita. “Composto, solenne, empatico ma non retorico, politico nel senso più alto e nobile del termine, Un po’ di luce contrappone al caotico disordine del mondo l’ordine e il rigore della forma” (Gianni Canova).